Il piano sulle politiche abitative annunciato dal ministro Antonio Di Pietro è giudicato molto negativamente dall’Istituto Bruno Leoni, che boccia senza mezzi termini il piano di edilizia sociale…

Il piano sulle politiche abitative annunciato dal ministro Antonio Di Pietro è giudicato molto negativamente dall’Istituto Bruno Leoni, che boccia senza mezzi termini il piano di edilizia sociale, il cui costo è preventivato essere di 1,5 miliardi di euro.
Secondo Carlo Lottieri, direttore del dipartimento Teoria politica dell’IBL, “l’Italia ha bisogno di meno tasse e di meno spesa pubblica, e soprattutto non ha affatto bisogno di investimenti pubblici in agglomerati residenziali destinati a diventare presto autentici ghetti. È sufficiente esaminare il fallimento dell’edilizia sociale in Italia e, ancor più, il disastro dei quartieri HLM in Francia (recente teatro di scontri che hanno visto protagonisti gli immigrati) per capire che la questione abitativa non si risolve con la costruzione di nuovi condomini in stile bulgaro, ma invece riducendo la tassazione sugli immobili, eliminando l’Ici e anche – come sostiene il ministro Rutelli – abbassando al 20% l’imposta sugli affitti”.
“La gestione delle case popolari – conclude Lottieri – è uno scandalo vergognoso: con appartamenti di prestigio dati dati a politici, sindacalisti e altri privilegiati: ingenti capitali malgestiti; indici di morosità altissimi; occupazioni abusive tollerate e quindi aiuti attribuiti a chi non ne aveva alcun titolo. Sarebbe bene voltare pagina definitivamente”.