Ecco le riforme per liberare l’Italia
Un Manuale delle riforme e un sito dedicato con le proposte dell'Istituto Bruno Leoni
Per tornare a crescere l'Italia ha bisogno di riforme strutturali che incidano profondamente sulla finanza pubblica, sull'organizzazione dello Stato e sul dinamismo dell'economia. Mettere in atto queste riforme radicali è un compito cruciale per il prossimo Parlamento. L'Istituto Bruno Leoni intende contribuire a questo sforzo fornendo a tutti i parlamentari un Manuale delle riforme che contiene indicazioni concrete su come intervenire su debito, spesa, tasse, pubblica amministrazione, giustizia, scuola e università, sanità, mercato del lavoro e liberalizzazioni. Il volume - che verrà inviato a tutti i nuovi parlamentari dopo l'insediamento - è da oggi integralmente scaricabile dal sito www.liberarelitalia.it.
Il sito www.liberarelitalia.it, inoltre, vuole essere uno strumento di promozione della necessità delle riforme di mercato: come tale ospita una serie di contributi, sia scritti sia in formato multimediale, tesi a spiegare agli elettori perché queste riforme siano assolutamente necessarie. Inoltre il sito contiene una prima valutazione sui programmi dei partiti politici che competono alle prossime elezioni, allo scopo di valutarne la coerenza interna e la congruità con le misure di cui davvero il paese ha bisogno. In prospettiva, il sito diventerà uno strumento di monitoraggio dell'attività di governo e parlamento, allo scopo di fornire informazione puntuale e rigorosa sui provvedimenti che verranno presi, e sul loro effetto positivo o negativo sull'andamento macroeconomico italiano.
Dice Alberto Mingardi, direttore generale dell'IBL: “il Manuale delle riforme vuole essere, contemporaneamente, uno strumento operativo a disposizione del legislatore, e un mezzo di promozione e diffusione delle idee di mercato. Gli elettori potranno utilizzare il sito www.liberarelitalia.it per informarsi sulle decisioni dei loro rappresentanti e, eventualmente, contattarli per stimolarli ad adeguare il loro comportamento alle reali esigenze del paese”.
Per quel che riguarda la finanza pubblica, il Manuale illustra una serie di provvedimenti utili a ridurre di oltre 6 punti di Pil la spesa pubblica, raggiungendo il pareggio strutturale di bilancio e destinando parte delle risorse così ricavate all'abbattimento delle imposte, a partire da Irap e cuneo fiscale. Settori come la sanità, l'istruzione e la giustizia possono essere grandemente migliorati introducendo forme di semplificazione e competizione interna, tali da legare la remunerazione degli individui e il finanziamento degli uffici alla effettiva performance. Più in generale, è necessario un serio processo di ammodernamento e digitalizzazione della PA. Infine, vengono qui fornite indicazioni concrete su come intervenire sul mercato del lavoro, per reintrodurre flessibilità e creare occupazione, e sulle liberalizzazioni di settori quali l'energia, il gas, i trasporti, le poste, i servizi professionali, le assicurazioni, ecc.
Le proposte contenute nel Manuale delle riforme verranno discusse il 4 febbraio in un incontro pubblico a Roma, con la partecipazione dei responsabili economici dei principali partiti: Renato Brunetta (Popolo delle Libertà), Stefano Fassina (Partito Democratico), Marco Simoni (Scelta Civica - Con Monti per l'Italia) e Alberto Saravalle (Fare per Fermare il Declino).
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