No ai trattati per imbavagliare internet
L’esito della World Conference on International Communications dimostra che i tentativi di imbrigliare internet continuano ad essere una minaccia
L'Istituto Bruno Leoni esprime viva preoccupazione per l'esito della World Conference on International Communications, che mirava ad aggiornare i trattati internazionali sulle telecomunicazioni e si è conclusa in queste ore a Dubai. Secondo Massimiliano Trovato, Fellow di IBL, «le divisioni emerse nelle fasi finali delle trattative - con l'approvazione a maggioranza di una risoluzione che non verrà ratificata da Stati Uniti, Gran Bretagna e numerosi altri paesi - denunciano la persistenza di interessi politici o commerciali a una maggior regolamentazione di internet. Chi confidava nel fatto che i nuovi trattati potessero calare il sipario su tali pulsioni di controllo», continua Trovato, «dovrà ora riconoscere che lo scontro è radicale - una "guerra fredda digitale", come ha scritto l'Economist - e che sarà necessaria un'attenta vigilanza per mantenere l'approccio multilateralistico che caratterizza il funzionamento di internet come motore di sviluppo. Anche il nostro paese dovrà decidere senza equivoci da che parte stare».
Su questo tema l’Istituto Bruno Leoni ha recentemente pubblicato l’Occasional Paper ”«Per favore, regolate il mio concorrente»: Una ricetta per il fallimento della regolazione” di Robert McDowell (PDF).
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