In questo scritto di corca un secolo fa, Max Nordau (pseudonimo di Maximilian Simon Suedfeld), illustra le ben poco nobili origini dello Stato, che affonda le proprie radici nella conquista e nella sottomissione delle popolazioni pacifiche e produttive da parte di bande di predoni che, una volta giunti al potere, creano un pervasivo sistema di sfruttamento e di parassitismo. Ancora oggi queste pagine di Nordau non hanno perso in nulla la loro attualità perché le istituzioni continuano ad opporsi ad ogni autentico processo di liberalizzazione, così che il ceto politico finisce per riprodursi tramite meccanismi di cooptazione e si rafforza di continuo attraverso la redistribuzione del denaro proveniente dalla tassazione.