Liberalizzazioni
Per “liberalizzazione” si intende la rimozione di tutte le barriere normative, regolatorie, fiscali e parafiscali che impediscono il dispiegarsi della concorrenza in un dato mercato. Liberalizzare è necessario, in un paese come l’Italia, perché in questo modo si possono aprire opportunità di crescita ed efficienza. La competizione costringe tutti i produttori di un determinato bene o servizio a migliorare continuamente la loro offerta, sia dal punto di vista dei prezzi che da quello della qualità. In altre parole, la concorrenza è la madre dell’innovazione – e le liberalizzazioni sono lo strumento per creare la concorrenza.
Le liberalizzazioni sono dunque al centro di tutte le attività dell’Istituto Bruno Leoni. La nostra principale pubblicazione è non a caso il rapporto annuale “Indice delle liberalizzazioni”, che valuta il grado di apertura di sedici settori dell’economia italiana, confrontandoli ciascuno col paese europeo che, in quel settore, è il più liberalizzato. I mercati indagati dall’Indice delle liberalizzazioni sono: elettricità, gas, servizi idrici, telecomunicazioni, ferrovie, trasporto aereo, trasporto pubblico locale, infrastrutture autostradali, servizi postali, televisione, servizi finanziari, ordini professionali, mercato dell’arte, mercato del lavoro, fisco e pubblica amministrazione. Per ciascuno di questi settori, abbiamo valutato un “indice”, fatto 100 il grado di apertura nel paese benchmark. Dalla media degli indici settoriali, ricaviamo un “indice di liberalizzazione” dell’economia italiana che, nel 2011, è stimato al 49 per cento. La metodologia e i principi dell’Indice sono spiegati nell’Introduzione. Qui è possibile leggere l’Introduzione alla prima edizione, mentre qui è possibile consultare tutte le edizioni successive. L’edizione più recente (2011) può essere acquistata qui .
Oltre all’Indice, IBL ha pubblicato una serie di lavori relativi a casi specifici, dove abbiamo proposto riforme o espresso un giudizio sulle norme che venivano discusse o approvate. Inoltre IBL partecipa regolarmente alle consultazioni pubbliche dell’Autorità garante per la concorrenza e il mercato, cercando così di dare un contributo diretto ai “casi” che vengono trattati, e che molto spesso vedono confrontarsi diverse interpretazioni del paradigma concorrenziale. Per IBL, infatti, la concorrenza non è una questione “numerica”, legata semplicemente al numero di attori presenti sul mercato, ma riguarda soprattutto il “contesto” in cui il confronto competitivo si svolge. Per questo l’Istituto ha maturato una posizione molto critica di alcune tendenze della competition policy, come è emerso per esempio nei casi Microsoft (a cui abbiamo dedicato un libro e un briefing paper), Intel e, in Italia, sui prezzi dei carburanti in Italia. In altri casi ancora, abbiamo enfatizzato le opportunità perse a causa di liberalizzazioni “di facciata” o contraddittorie, mentre in altri casi ancora abbiamo sostenuto le ragioni di sforzi che ci parevano orientati nella giusta direzione.
In generale, comunque, IBL nutre due convinzioni riguardo le liberalizzazioni. La prima, per citare un paper di Sam Peltzman, è che la liberalizzazione sia, a lungo andare, incompatibile con l’eccesso di regolamentazione: la regolamentazione può essere necessaria per favorire le transizioni da un monopolio pubblico alla concorrenza o in casi peculiari, ma generalmente essa rischia di sortire conseguenze assai negative. Secondariamente, non si può parlare di liberalizzazioni se alcuni attori del mercato (tipicamente, gli incumbent) sono controllati dal settore pubblico. Per questo, ogni vera liberalizzazione deve essere accompagnata anche da un processo di privatizzazione. Nell’agosto del 2011, IBL ha pubblicato un paper che propone otto liberalizzazioni “chiavi in mano”, realizzabili “a costo zero” attraverso opportuni interventi.

Le principali proposte dell’Istituto sono:
1. Rimuovere tutti gli ostacoli all’ingresso di nuovi competitori sul mercato;
2. Privatizzare gli incumbent pubblici;
3. In presenza di monopoli tecnici, imporre forme di separazione che, a seconda dei casi, possono andare dalla semplice separazione funzionale fino all’ownership unbundling;
4. Laddove non può esservi concorrenza nel mercato, imporre il ricorso alle gare come strumento di concorrenza per il mercato.

Gli ultimi studi dell’IBL sulle liberalizzazioni sono:
- L'Indice delle Liberalizzazioni
- Uscire dalla crisi. Un’agenda di liberalizzazioni
- Uscire dalla crisi. Un'agenda di privatizzazioni
- "La regolamentazione e la ricchezza delle nazioni", di Sam Peltzman
- "Regolamentazione, sovra-regolamentazione, e alcuni approcci alternativi", di Stephen Littlechild
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